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SPETTABILE PROVINCIA
DI BERGAMO Al Presidente ed alla Giunta della Provincia di Bergamo Ai Consiglieri della Provincia di Bergamo Al Responsabile dell’Ufficio Pianificazione Territoriale-Infrastrutture della Provincia di Bergamo e per conoscenza Al Presidente della Giunta Regionale della Lombardia Al Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Al Signor Presidente della V Commissione regionale Al Signor Presidente della VI Commissione regionale Al Signor Presidente della III Commissione regionale Al Presidente ed ai Consiglieri della Provincia di Milano Al Presidente ed ai Consiglieri della Provincia di Brescia Al Responsabile della Direzione centrale Trasporti e Viabilità della Provincia di Milano Al Responsabile dell’Ufficio Pianificazione Territoriale della Provincia di Brescia Ai Sindaci ed ai Consiglieri dei comuni della Bassa Bergamasca BARIANO, 11/03/2002 OGGETTO: Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale: richiesta di inserimento nel menzionato piano del nuovo raccordo stradale Milano Brescia con conseguente stralcio dell’Autostrada Direttissima Milano Brescia (di seguito definita BRE.BE.MI.). Richiesta di sostituzione della linea ferroviaria ad Alta Capacità – Alta Velocità (di seguito denominata A.V.-A.C.) con una linea ferroviaria, posta in affiancamento all’attuale collegamento tra Milano e Brescia, con alimentazione a 3.000 volt in corrente continua compatibile con l’esistente materiale rotabile e con punte di velocità massima più contenute. Le sottoscritte associazioni (A.T.A. di Calcio, Comitato per la tutela dell’ambiente di Treviglio, Gruppo Ecologico di Mozzanica, Gruppo Ecologico TerraNostra di Bariano, GREC di Caravaggio) riunitesi a costituire il Coordinamento dei Comitati contrari alla costruzione della Nuova Autostrada BRE.BE.MI., e alla nuova linea ferroviaria A.V.-A.C. con recapito, ai fini del presente atto, presso la sede del Gruppo Ecologico Terranostra a Bariano, in Via Umberto 1°, 17 , · premesso che le stesse, ai sensi delle rispettive norme statutarie, operano al fine di perseguire la conservazione e la valorizzazione dell’ambiente e di assicurare una migliore qualità della vita dei cittadini che abitano ed operano nel territorio della nostra provincia; · presa visione della bozza di tracciato proposto per la menzionata autostrada BREBEMI e della nuova linea ferroviaria ad A.V.- A.C.; · ravvisata l’opportunità di fornire il proprio contributo al fine di migliorare le condizioni di viabilità nel nostro territorio nell’ambito di un progetto ecologicamente sostenibile (vedi proposta di nuovo raccordo stradale Milano Brescia già trasmessa con nota del 21-11-2001 al Presidente ed ai consiglieri provinciali) · considerata l’emergenza ambientale di questi giorni in cui si registra il costante superamento delle soglie di attenzione per i principali fattori inquinanti prodotti dal traffico automobilistico; · constatato il forte dissenso rilevato tra la popolazione dei comuni bergamaschi interessati dalle citate infrastrutture durante la campagna di sensibilizzazione organizzata in questi mesi ed espresso dalle numerose firme raccolte tra i cittadini contattati; tutto ciò premesso e considerato, il Coordinamento dei Comitati della Bassa Bergamasca
ESPONE quanto segue. Lo scrivente Coordinamento ritiene che l’autostrada BREBEMI ed il progetto di linea ferroviaria A.V-A.C. meritino una profonda riconsiderazione. Non va infatti dimenticato che il nostro territorio è già interessato da una massiccia rete di strade ed autostrade preordinate ad assicurare un elevato grado di mobilità interprovinciale in direzione del capoluogo regionale. Fanno parte di questa rete l’autostrada Milano-Venezia e le numerose strade statali e provinciali fra cui, la “Padana Superiore”, la “Cassanese”, la “Rivoltana” e la “Francesca”. Questa importante rete viaria ha favorito lo sviluppo di un enorme processo di antropizzazione, che ha spinto la parte meridionale e quella centrale della provincia di Bergamo a livelli di densità abitativa e produttiva sensibilmente superiori a quelli medi regionali. Questa porzione del territorio provinciale conta 770.051 abitanti e pur rappresentando solo il 36% dell’intero territorio provinciale è abitata dal 81% dell’intera popolazione, con una densità abitativa di 691 abitanti per Kmq. Quasi il doppio della densità abitativa regionale che è di 378 abitanti per Kmq. e superiore anche a quella provinciale che è di 348 abitanti per Kmq. Con 70.000 imprese e 318.000 addetti, la provincia di Bergamo è una delle aree economicamente più sviluppate d’Italia, ma la conformazione del nostro territorio, in gran parte occupato da montagne, ha fatto si che la maggior parte delle attività produttive e della rete viaria, a differenza di quanto avviene in altre province lombarde, sia concentrata nella parte meridionale dello stesso. L’elevato grado di antropizzazione ha prodotto, soprattutto in questa porzione del territorio provinciale, livelli di urbanizzazione molto elevati: 67.846 Kmq. di territorio risultano impegnati da insediamenti produttivi e residenziali (oltre il 20%), con punte anche più elevate nei comuni più densamente abitati. Ciò ha determinato la saldatura di nuclei abitativi di comuni diversi e la perdita di continuità delle aree libere che, solo se interconnesse tra di loro, sono in grado di esplicare un’importante valenza ecologica. Appare dunque evidente la difficoltà di progettare, in queste condizioni, strade extracomunali in superficie di qualsivoglia tipologia. A tutto ciò si aggiunga che l’indice di motorizzazione, espresso come rapporto tra il numero dei veicoli immatricolati e la popolazione residente, nella provincia di Bergamo ha raggiunto la soglia di 63 autovetture ogni 100 abitanti un valore superiore a quello italiano (Bergamo Industria n. 5 1996). La presenza di veicoli sul territorio ha raggiunto valori molto elevati: 350 veicoli per km di rete viaria. Tale valore, inoltre, è fortemente incrementato nella realtà quotidiana, data la forte componente di autoveicoli che transitano sul nostro territorio provenienti anche da altre province per raggiungere il capoluogo regionale. Una componente assai importante di tale traffico è costituita dal trasporto pesante. A tale proposito va ricordato che nella nostra provincia vengono movimentate circa 40 milioni di tonnellate di merci all’anno di cui solo il 5% su ferro. Tutto questo non è privo di riflessi negativi sulla qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini, tant’è che la provincia di Bergamo risulta, secondo una ricerca del quotidiano “Il Sole 24 Ore”, al primo posto in Italia per mortalità da tumore dei propri abitanti (35.01%) e tale triste primato viene assegnato alla nostra provincia ormai da alcuni anni. L’analisi dello stato ambientale evidenzia che il problema dell’inquinamento atmosferico nella provincia di Bergamo è particolarmente elevato oltre che nel capoluogo nei comuni della Bassa provincia bergamasca ed in particolare a Treviglio. Il monitoraggio in continuo dei principali inquinanti di accertata azione cancerogena, come il PM10 (frazione respirabile del particolato) ed il benzene, è ancora effettuato in modo non sistematico ed esteso, pur tuttavia i dati disponibili indicano comunque con chiarezza che sarà impossibile rispettare i limiti imposti dalla legislazione a meno di non intervenire drasticamente sui fattori responsabili ed in particolare sulla mobilità. La ricaduta di ciò sulla salute dell’uomo è inevitabile: da una valutazione complessiva “dell’effetto urbano”, condotta dall’Istituto Nazionale per la ricerca sul cancro, si rileva per chi vive in città un aumento del rischio di contrarre un tumore ai polmoni, pari al 20-40% a causa delle alte concentrazioni di inquinanti atmosferici, mentre una recente ricerca dell’Associazione italiana di epidemiologia ha dimostrato che in Italia ogni anno muoiono 3.500 persone per i danni provocati direttamente dall’inquinamento atmosferico. La stessa regione Lombardia ha presentato un rapporto intitolato Ambiente e sanità, in cui si legge che l’incidenza dei tumori sta aumentando sensibilmente ed in particolare che il 10% dei tumori polmonari sono causati dall’inquinamento dell’aria a seguito del traffico autoveicolare. Il citato studio del quotidiano “Il Sole 24 Ore” mostra come la gran parte delle province lombarde occupino i primi posti della classifica di mortalità per tumore nel nostro paese (vedi tabella allegata). Alla luce di questi dati, non può evidentemente essere condiviso il progetto di realizzare la “BRE.BE.MI”, in quanto tale progetto (la cui effettiva utilità per i cittadini della provincia, al di là dei proclami entusiastici dei promotori, è ancora tutta da dimostrare) si pone in contrasto con le politiche ormai consolidate nel resto dell’Europa (dove non si costruiscono più nuove autostrade e si concentra la maggior parte degli investimenti di settore nel potenziamento della rete ferroviaria ordinaria e, più in generale, del trasporto pubblico), con le nuove norme C.E.E. che intendono ulteriormente ridurre i livelli di tollerabilità dell’inquinamento atmosferico, nonché con la necessità di ridurre la domanda di mobilità, esigenza peraltro riconosciuta dalla Carta delle città europee per lo sviluppo sostenibile, cui la stessa provincia di Bergamo (vedi delibera provinciale n. 298 del 14.06.2001) e numerosi altri Comuni della nostra provincia hanno recentemente aderito. Nello specifico per la bassa bergamasca, agli effetti devastanti dell’autostrada, si unirebbero quelli prodotti dalla nuova linea ferroviaria A.V-A.C. progettata dalle Ferrovie dello Stato che, in ragione del tipo di alimentazione prescelto e dell’elevata rumorosità dei convogli in transito, produrrà ulteriore inquinamento elettromagnetico ed acustico nelle nostre città. Tale opera oltre a danneggiare gravemente una porzione di territorio caratterizzata da livelli di inquinamento già esasperati, risulterebbe in contrasto con le esigenze di mobilità della nostra regione caratterizzate, come risulta da uno studio della commissione interministeriale dei lavori pubblici, da una elevata domanda di pendolarismo che riguarda oltre l’82% delle persone trasportate dai mezzi pubblici, il cui tragitto di percorrenza non supera i 100 km. Oltre a ciò, queste opere sottraggono risorse economiche di importanza fondamentale sia per lo sviluppo del trasporto pubblico e su rotaia a basso impatto ambientale, sia per la riqualificazione ed il miglioramento di strade esistenti decisamente sotto utilizzate, che sarebbero di per sé sufficienti a soddisfare ogni possibile fabbisogno di mobilità. E questo, si badi bene, proprio mentre emerge da un’indagine dell’Isfort che nel periodo intercorrente tra il 1 trimestre 2000 ed il 1 trimestre 2001, nelle grandi città e nelle cinture metropolitane, il tasso di utilizzazione dei mezzi motorizzati è sceso dal 76% al 74% ed al contempo il tasso di utilizzazione dei mezzi pubblici è salito dal 19 al 21%. Logica vorrebbe che, allo scopo di non contrastare questa tendenza “virtuosa” che (seppur ancora troppo timidamente) si è presentata l’anno scorso per la prima volta all’attenzione degli addetti ai lavori, non venissero operate scelte come quelle della nuova autostrada, inevitabilmente destinate ad incentivare l’utilizzo dei mezzi di trasporto privati motorizzati. Al contrario sarebbe necessario potenziare il trasporto ferroviario a breve e medio raggio realizzando il quadruplicamento in sede del tratto Milano Treviglio (atteso da quasi 20 anni) e raddoppiando la linea Treviglio Bergamo. La localizzazione nella zona della prevista autostrada e della linea ferroviaria ad alta velocità, inoltre, causerà una grave, irreversibile alterazione degli equilibri ambientali, idrogeologici e storico paesaggistici, sotto molteplici profili: 1. deturpamento del paesaggio caratterizzato da presenze di assoluto pregio: si considerino i numerosi beni culturali ed ambientali ospitati nei parchi dell’Oglio, del Serio e dell’Adda; si pensi ai numerosi fontanili che costituiscono elemento caratterizzante della bassa pianura irrigua bergamasca; 2. depauperamento dell’attività agricola, con prevedibile crisi economica, svuotamento delle campagne, abbandono delle cascine e perdita di un importante patrimonio storico culturale; 3. massiccia urbanizzazione ed espansione dell’edificato nelle aree adiacenti alle nuove arterie autostradali ed alla nuova rete ferroviaria; 4. proliferazione della rete stradale locale di supporto, con incremento del traffico relativo; 5. complessivo incremento dell’inquinamento atmosferico ed acustico e peggioramento della qualità della vita nei comuni interessati da queste opere; 6. dissesto idrogeologico derivante dalla costruzione di queste due grandi infrastrutture e dalla realizzazione di numerose cave che necessariamente si accompagneranno alla costruzione di tali opere. In aggiunta ai gravi ed irreversibili danni per il territorio segnaliamo che BRE.BE.MI. e A.V-A.C. attraversano l’unica area della provincia di Bergamo ad elevata sismicità. Si tratta dei comuni di Calcio, Pumenengo, Fontanella, e Torre Pallavicina segnalati con livello di sismicità S9 in un Decreto Ministeriale del 05.03.1984 (Dichiarazione di sismicità di alcune aree della Regione Lombardia). Nelle medesime condizioni si trovano anche tre comuni della provincia di Brescia attraversati dalle due infrastrutture (Castelcovati, Castrezzato e Urago D’Oglio). Lo scrivente Coordinamento è convinto che la soluzione dei problemi di mobilità di cui soffrono la provincia di Bergamo e l’intera regione vada ricercata non nella costruzione di nuove strade ed autostrade ma, al contrario, in una programmazione urbanistica ed economica che punti al decongestionamento dell’area, al contenimento della mobilità totale ed alla riqualificazione della viabilità esistente, nonché in una lungimirante politica dei trasporti che punti a trasferire quote significative di traffico merci e passeggeri dalla strada alla rotaia e dal mezzo privato a quello pubblico, come avviene nei paesi europei più avanzati. Per tutte queste
ragioni, dunque, che il progetto
di realizzazione della BRE.BE.MI. venga stralciato dal Piano Territoriale
di Coordinamento Provinciale e che in sua vece venga assunto dalla
Provincia di Bergamo l’allegato progetto concernente un nuovo raccordo
stradale tra Milano e Brescia che prevede il potenziamento e la
riqualificazione della rete viaria esistente. In merito al
progetto ferroviario di linea ad Alta Capacità – Alta Velocità SI
CHIEDE la
sostituzione con una linea ferroviaria, posta in affiancamento
all’attuale collegamento tra Milano e Brescia, con alimentazione a 3.000
volt in corrente continua compatibile con il materiale rotabile esistente
e con punte di velocità massima più contenute, come del resto
già previsto nel tratto Milano - Treviglio e nella tratta veneta. Si allega: 1) Tabella della mortalità per tumore nelle province italiane del quotidiano il Sole 24 Ore del 17 dicembre 2001; 2) Proposta di collegamento stradale BS-MI alternativo alla BreBeMi; Presso Gruppo Ecologico TerraNostra via Umberto I°, 17/e - 24050 Bariano BG antibrebemi@terranostrabariano.it
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