Il
problema all’ordine del giorno è l’eccessivo livello di traffico
raggiunto nel corso degli ultimi anni sulle strade bergamasche, partendo
dall’autostrada A4 fino alla maggior parte delle provinciali. I motivi
generanti il disagio e le difficoltà in cui oggi ci troviamo, possono per
semplicità essere riassunti in pochi punti :
| Sviluppo
industriale e nel terziario di Milano | |
| Sviluppo
artigianale/manufatturiero di Bergamo e Brescia | |
| Decentramento
suburbano dell’insediamento residenziale |
Ciò ha
provocato per un verso l’esplosione esponenziale del pendolarismo
giornaliero luogo di residenza-luogo di lavoro, e per altro verso il suo
sommarsi al crescente traffico operativo tra attività non più
caratterizzate da cicli orari rigidi e da addetti stanziali come avveniva
per il pendolarismo generato dalle sole attività di fabbrica.
Le motivazioni
sopra elencate hanno di fatto messo in crisi l’assetto urbanistico di
tutta la Lombardia, soprattutto perché le scelte di sviluppo che le varie
amministrazioni, da quella statale, regionale, provinciali fino a quelle dei
più piccoli comuni, sono state per la maggior parte delle volte dettate
dalla volontà di realizzare nell’immediato opere che potessero apparire
più che essere funzionali. Lo sviluppo urbanistico è sempre più volte
assoggettato a regole speculative per favorire i diretti interessati invece
che coerente, omogeneo e rispettoso dei bisogni di tutti, ambiente compreso.
La mancanza di lungimiranza e la realizzazione di scelte comode e di comodo
da parte degli amministratori pubblici dei vari gradi non ha potuto che
aggravare il problema. In ciò ha pesato grandemente l’assenza di una
pianificazione sovracomunale (regionale, provinciale, comprensoriale) che
legasse le tendenze insediative dei singoli comuni alla valutazione di
adeguate infrastrutturazioni di trasporto.
Il
tentativo di risolvere il problema del traffico da parte
dell’amministrazione regionale è encomiabile per l’intento, ma
deprecabile per il risultato proposto. Per cercare di capire come si è
arrivati ad una soluzione simile si può ad esempio sottolineare che, già
alcuni anni or sono è stato commissionato a studi tecnici qualificati in
materia di mobilità, l’analisi della problematica e si è chiesta e
pagata la definizione e la stesura di progetti che potessero essere
efficaci. Dal lavoro dei tecnici degli studi interpellati ne sono sorte
principalmente due proposte per la definizione di nuove vie di transito tra
Brescia e Milano :
|
La
realizzazione della sopraelevata sulla A4 | |
| Il
collegamento completamente in galleria |
Le specifiche,
i vantaggi e gli svantaggi dei due progetti non li troverete qui ma sul sito
www.terranostrabariano.it.
Quello che invece qui si può concludere è che il progetto BreBeMi non
discende ne si avvale delle considerazioni che i tecnici hanno elaborato,
anzi addirittura le ribalta ed opera in senso contrario.
Ad esempio :
- non si è
tenuto conto dell’indicazione dell’esigenza di aumentare la portata
veicolare laddove la richiesta è maggiore e cioè proprio lungo l’asse
dell’autostrada A4; in quanto il traffico generato dalla moltitudine di
insediamenti industriali che costeggiano la A4 ed il traffico pendolare dei
lavoratori provenienti dalle valli bresciane e bergamasche e diretti da e
per Milano, non si potrà certo spostare sulla BreBeMi. Del traffico che
intasa il tratto Bergamo-Milano della A4 si potrà spostare sulla nuova
arteria solo quello che si origina nella città di Brescia, in quanto chi vi
arriva da est non troverà certo pratico uscire a Brescia, percorrere la
tangenziale della città fino a Travagliato per entrare nella BreBeMi;
mentre per ragioni analoghe chi accede attualmente alla A4 tra Brescia e
fino a Milano risulta logico che continuerà a farlo.
-
Non si è tenuto inoltre conto delle condizioni territoriali in cui si vuole
realizzare la BreBeMi e cioè della situazione idrogeologica di quasi tutto
il tracciato previsto, con la presenza dei “fontanili”, origine e
sostentamento della naturale predisposizione agricola della zona.
-
Non si è tenuto neppure conto della realtà urbanistica ormai consolidata e
voluta dai residenti, l’allargamento dei centri “storici” anche dei
paesi più piccoli e la nascita di zone a prevalenza urbanistica
residenziale, caratterizzate da abitazioni singole o piccoli complessi con
un buon rapporto tra aree edificate e aree verdi. Questo tipo di sviluppo,
al di fuori dei centri e caratterizzato quasi sempre da una maggiore
tranquillità e benessere abitativo, è probabilmente quello richiesto da
chi vive in queste zone, l’eventuale avvento di una autostrada in
condizioni simili, non potrà che annullare la tranquillità e generare un
malessere in chi si troverà più a ridosso; come avverrà per tutta la zona
sud di Bariano.
Agli
amministratori regionali e provinciali principalmente, che incuranti del
parere espresso dai sindaci interessati l’ha avvalorata e la promuove. Ad
essi piace probabilmente perché ritengono darà lustro al loro operato
l’aver realizzato un’autostrada “ . . . la dove c’era l’erba . . .
“ (da : “Il ragazzo della via Gluck” di Celentano) e semmai qualche
casa in qualche paese. Fondamentalmente poi risulta semplice, con la falsa
motivazione del “Project Financing”, o finanza di progetto rendere
fattibile qualsiasi opera, giusta o sbagliata, utile o dannosa che sia. Per
“Project Financing” essi intendono che il progetto è ideato, proposto e
realizzato da soggetti privati con capitali privati, e quindi hanno a loro
scusante che : “ . . . se i privati ci mettono i soldi, devono anche
poterlo fare come meglio credono loro . . .”. Qui però nasce una certa
contraddizione, in quanto la composizione azionaria della società BreBeMi
S.p.a. che rilevo dal sito internet (www.brebemi.it)
della stessa è :
ASM
S.p.a. - Associazione Industriale Bresciana – Assolombarda - Autostrada
Brescia-Verona-Vicenza-Padova S.p.a. - Autostrada Serravalle-Milano-Ponte
Chiasso S.p.a. - Autostrade Centro Padane S.p.a. - Autostrade S.p.a. -
Autostrade - Concessioni e Costruzioni Autostrade S.p.a. - Banca Intesa -
Camera di Commercio I.I.A Bergamo - Camera di Commercio I.I.A. Brescia -
Camera di Commercio I.I.A. Cremona - Camera di Commercio I.I.A. Milano -
Comune di Brescia - Provincia di Bergamo - Provincia
di Brescia - Provincia di Cremona - Provincia di Milano - Unione
degli Industriali per la Provincia di Bergamo
Di alcuni dei
soggetti sopra elencati poi, chi ha la pazienza di cercare, almeno sui siti
Internet, nei siti di pubblico dominio, partendo da : www.comune.brescia.it
dove il comune di Brescia riporta le proprie partecipazioni in società per
azioni , può scoprire che con il solito strumento delle scatole cinesi
risulta che non è detto che una S.p.a. è sempre e totalmente una società
privata a capitali privati. Ad esempio l’ASM S.p.a.(www.asm.brescia.it)
è
al 99% del comune di Brescia, mentre l’ Autostrada
Brescia-Verona-Vicenza-Padova S.p.a.(www.autobspd.it)
e le Autostrade Centro Padane S.p.a. sono di proprietà di enti pubblici
rispettivamente per il 70 e l’ 86%, e si potrebbe senz’altro continuare
l’elenco. Queste considerazioni, possono a mio avviso già servire a
meglio inquadrare l’entità, BreBeMi S.p.a., che ci sta di fronte e devono
essere lo stimolo che ci permette di analizzare con spirito giustamente
critico gli avvenimenti. Quello che incuriosisce e può rappresentare la
parte più sostanziosa del processo di comprensione che ognuno di noi deve
svolgere è, a mio avviso, l’alone di mistero o di finta propaganda con
cui, chi promuove e appoggia l’opera, ha permeato l’intero progetto. Cioè,
perché nella volontà di realizzare una simile innovativa e risolutiva
infrastruttura, (spero si colga a sufficienza l’ironia) gli si è dato un
risalto così basso, a livello di propaganda e quantità di informazioni
fornite ?
Sulla
stampa si è sempre e solo letto di riunioni in regione tra i rappresentanti
dei soci per la firma dell’ennesimo accordo che portava all’innalzamento
e/o l’abbassamento delle quote societarie di uno o più soggetti. In buona
sostanza si è sempre letto degli affari loro e mai invece di affari nostri,
non ci hanno mai mostrato la reale portata dell’intero progetto.
Non
ho memoria, ad esempio, di un convegno pubblico, un’assemblea dove venisse
presentato chiaramente e nel maggior dettaglio possibile l’intero
percorso. Alzi la mano chi sa esattamente dove passerà, quanto risulterà
larga o quanto sarà alta rispetto al terreno, almeno nel tratto che ci
interessa e cioè a ridosso di Bariano. Io non ho alzato la mano, l’intero
gruppo del coordinamento contro la BreBeMi non è in grado di alzare la
mano; nonostante per poco o tanto ci siamo interessati della questione ed
abbiamo cercato di informarci.
Uno
degli esempi è l’incontro organizzato a Romano dal locale Rotary Club, in
cui l’assessore regionale alle infrastrutture ed alla mobilità Corsaro
non ha certo fatto nessun riferimento ad esempio alle modalità realizzative
o alle valutazioni oggettive che hanno convinto l’amministrazione
regionale ad appoggiare l’impresa. Anzi l’assessore Corsaro, forse nel
tentativo di apparire democratico, ha espresso la sua personale convinzione
che il progetto presentato dalla società Autostrade S.p.a., che prevedeva
la realizzazione di un nuovo tratto autostradale più a sud, grosso modo da
Brescia fino a Melegnano, era oggettivamente più vantaggioso per la
soluzione del problema della mobilità lombarda. Risultando allora, a
maggior ragione, ignote le motivazioni che favoriscono BreBeMi ha costretto
l’assessore a rassicurare gli astanti che la Regione Lombardia non ha
alcun interesse economico nel progetto BreBeMi.
Non
ha però escluso che gli amministratori regionali, provinciali o locali ne
possano avere.
Con
questo, a mio modo di vedere ragionevole dubbio, vediamo allora la nostra
situazione locale, in cui non ci si spiega perché l’amministrazione
comunale di Bariano, presieduta dal sindaco Gian Luigi Corna non ha nessuna
opinione o interesse nella questione.
Dico che la
nostra amministrazione comunale non ha opinione o interesse, perché a
tutt’oggi non ne ha espresso alcuna, nonostante sia in possesso di circa
500 firme di cittadini adulti, barianesi e dei comuni limitrofi che si sono
dichiarati contrari, aderendo alla sottoscrizione promossa dal Gruppo
Ecologico Terranostra che ha inoltre attuato altre forme di informazione,
partendo dall’assemblea pubblica in febbraio fino alla manifestazione di
giugno. Ciò che stride è la differenza di atteggiamento della nostra
amministrazione nei confronti di quelle dei comuni limitrofi, in cui accade
invece che una scelta è stata fatta, nel bene o nel male. Si sa così che
Treviglio e Caravaggio accettano la proposta di una nuova autostrada, mentre
invece anche pubblicamente, con interventi nell’incontro del Rotary di
Romano, i sindaci di Fara Olivana, Calcio, Covo e Antegnate si sono
apertamente opposti. Hanno giustamente sottolineato come, specialmente per i
comuni più piccoli, ma in generale per l’intera zona non è la BreBeMi un
vantaggio alla comunità ma tantomeno una soluzione al problema della
viabilità locale. In maniera ugualmente contraria si è poi espressa la
coalizione dei sindaci della provincia di Milano, capitanata da quello di
Melzo durante un recente convegno pubblico tenuto a Melzo.
Il sindaco
invece, ha comunque dichiarato di essere personalmente favorevole al
progetto così come è. E’ un suo sacrosanto diritto, il cittadino Gian
Luigi Corna, così come qualsiasi altro cittadino può pensarla come crede
gli torni più utile, comodo o vantaggioso economicamente. Ciò che non sta
bene è che nell’esercizio della sua funzione di sindaco, il cittadino
qualunque, eletto dalla maggioranza dei barianesi si arroghi il diritto di
scelta su una questione così importante, senza interpellare pubblicamente
tutti i cittadini; sia chi la pensa come lui sia chi la pensa diversamente.
Non c’è dubbio che gli amministratori comunali stanno esercitando,
legalmente, una propria prerogativa, per cui sono demandati; ma in una
questione che segnerà irrimediabilmente lo stravolgimento della
vita del paese,
mi sembrerebbe più giusto e più democratico che la ristretta giunta
comunale, per quanto da saggi possa essere composta, dovrebbe rivolgersi
alla comunità e far poi applicare e difendere il volere espresso dalla
maggioranza. Continuando invece a far finta di nulla, ignorando anche le
richieste di indire un dibattito pubblico patrocinato dal comune, negando
l’esistenza delle mappe ufficiali della tratta che ci riguarda
direttamente, che BreBeMi S.p.a. sembra abbia consegnato a tutti i sindaci
nel primo incontro a Roma dell’ormai lontano ottobre 2000, la nostra
amministrazione non dà certo l’impressione di seguire il dettame
liberista, riformista ed innovatore che la destra politica a cui si ispira
vuole promulgare. Ciò che sembra trasparire è invece la volontà di
rifarsi ai vecchi metodi e strumenti del comunismo della cortina di ferro o
dei vari Stati dittatoriali che nella memoria recente troviamo in America
Latina e Medio Oriente.
Il concetto che
in sostanza mi preme evidenziare è che il sindaco e la giunta tra qualche
anno cambieranno, torneranno nella loro vita privata a svolgere solo la loro
normale professione, dopo qualche tempo ci si potrà anche dimenticare di
quello che bene o male avranno fatto; ma dobbiamo tenere presente che se
permetteranno senza colpo ferire che un’autostrada, BreBeMi o altra, passi
rasente al centro abitato non potremo certo dimenticarcelo, perché ne
pagheremo tutti piano piano ma in eterno le conseguenze e probabilmente
rimarranno a ricordarcelo i nostri figli.
L’unico
strumento democratico che rimane ai cittadini che non fanno parte
dell’amministrazione comunale è far sentire la propria opinione,
auspicandoci che l’opposizione non sia ancora stata vietata. E’
fondamentale che chiunque vuole saperne di più, avanzi le richieste a chi,
per mandato è in dovere di rispondere; il Gruppo Ecologico Terranostra si
mette a disposizione di tutti i barianesi per diventare se necessario il
collettore di tutte le richieste che si vuole vengano poste
all’amministrazione comunale. Non bisogna perdere tempo ne pensare che
tutto è perduto, il coordinamento anti-BreBeMi ad esempio ha realizzato ed
inviato ai comuni ed agli enti interessati una proposta di “progetto”
alternativo ad una nuova autostrada. In forza e convinti che è meglio :
”Usare quello c’è, e risparmiare anziché sprecare” come recita lo
slogan della relazione che accompagna la proposta, si è compiuto lo sforzo
di analizzare lo stato attuale delle infrastrutture esistenti e di
indirizzare gli sforzi materiali ed economici verso il miglioramento della
fruibilità delle strade esistenti. Ecco quindi che esistono chilometri di
asfalto nel bresciano che, seppur realizzati recentemente, sono lasciati
inutilizzati perché mal collegati; ecco quindi che il raddoppio in
larghezza della Rivoltana, con uno impegno ed un impatto contenuto
permetterebbe un notevole aumento di portata veicolare da e per Milano. Il
rifacimento poi del tratto Urago d’Oglio – Mozzanica, riprendendo il
tracciato un tempo individuato per la mai realizzata S.S. 11 bis, otterrebbe
il duplice scopo di velocizzare e fluidificare il traffico nonché toglierlo
dai centri abitati di Calcio, Sola e Isso, da troppo tempo oppressi dal
passaggio della statale.
Emanuel Provesi
P.S. Tutti
quanti vogliono chiarimenti e/o precisazioni sul contenuto di questo
articolo o più in generale su BreBeMi, chiunque può e vuole aggiungere
qualcosa può mandare una E-Mail ll’indirizzo antibrebemi@terranostrabariano.it,
risponderò a tutti i messaggi firmati, nel modo più puntuale e preciso
possibile. Se necessario poi, le repliche, le precisazioni, le novità e
quant’altro potranno comporre un prossimo articolo.

Inizio pagina - pagina iniziale - info - indice - indietro - avanti