GRUPPO ECOLOGICO TERRANOSTRA 

RASSEGNA STAMPA BREBEMI

Domenica 19 Gennaio 2003 - IL GIORNALE DI BRESCIA

A Chiari convegno degli oppositori bresciani, bergamaschi e milanesi all’autostrada e alla ferrovia veloce
«No a Brebemi e Tav: dannose e inutili»
Il sindaco clarense: «Ci chiedono di suicidarci».

Un tecnico: «Migliorare la viabilità ordinaria»

 

 

 

  

 

Enrico Mirani

«Abbattere cascine, distruggere terreni fertili, rovinare allevamenti, stravolgere la vita delle nostre comunità rurali: e tutto ciò per costruire infrastrutture che a noi e ai nostri figli non servono». Ieri mattina non ha usato giri di parole il sindaco di Chiari, Mino Facchetti, aprendo la serie degli interventi nel convegno dedicato alla Direttissima Brebemi e alla ferrovia Alta capacità. Un incontro promosso dai Comitati per l’ambiente di Chiari e Castelcovati, dalla Coldiretti e da Legambiente, che si oppongono con forza alla costruzione delle due grandi opere. «Ditemi voi se ha senso - ha detto Facchetti - distruggere qualcosa di florido che c’è in nome di un ipotetico beneficio futuro». Il riferimento è al cosiddetto «Corridoio quinto» Barcellona-Kiev, l’asse ferroviario che dovrebbe aprire alla nostra economia i mercati dell’est. Sala strapiena ieri mattina a Villa Mazzotti per questo convegno che ha riunito il fronte del no bresciano, bergamasco e milanese alle due infrastrutture. «Siamo qui per capire se esse rispondono alle necessità delle comunità locali e per valutare le loro conseguenze», ha spiegato Roberto Orlandi, coordinatore dell’incontro e rappresentante dei Comitati. Facchetti non ha dubbi:  «Ci chiedono di suicidarci. Il nostro territorio ha già dato il massimo sostenibile: adesso basta. Non bisogna pensare che la partita sia già persa, credere di essere troppo deboli. Allo stesso modo non bisogna, come qualche mio collega sta facendo, chiedere qualche contentino in contropartita dell’Alta capacità. Lo stadio, la tangenziale... Non molliamo e stiamo insieme». Il sindaco di Chiari ha puntato il dito contro la Provincia: «Non ci ha ancora interpellato seriamente, non svolge alcun ruolo di coordinamento degli enti locali bresciani». L’Alta capacità e la Brebemi vengono bocciate anche dall’europarlamentare verde Monica Frassoni. «Non è vero che queste grandi infrastrutture ci portano necessariamente in Europa. Innanzitutto la linea del Corridoio quinto non fa parte delle opere finanziate dall’Unione Europea, e questo la dice lunga sulla sua priorità. In secondo luogo il futuro non è il trasporto su strada. L’Unione è chiara su questo punto: la ferrovia e il mare sono le vie del futuro. La prima, però, valutando bene l’impatto ambientale complessivo».  Che la Brebemi non serva è opinione anche dell’ing. Alfredo Drufuca della società Polinomia, che ha svolto un’indagine sull’utilità della Direttissima per conto dei Comuni bresciani, bergamaschi e bresciani.

Alfredo Dufruca, Paolo Banfi, Monica Frassoni, Roberto Orlandi, Giovanna Galli, Mino Facchetti e Francesco Ferrari

«Pensare che la Brebemi sia un’opera salvifica è una sciocchezza. La mobilità lombarda è molto concentrata sul territorio: bisogna intervenire subito per risolvere i nodi critici della rete stradale ordinaria, non pensare ad una straordinaria». Drufuca ha sottolineato una cifra: «Solo l’11 per cento dei veicoli che transitano alla barriera di Milano est arrivano da Brescia. Il 40 per cento è traffico della provincia milanese». Altra critica dura: «Finora non si è visto uno studio serio di impatto ambientale». La contrarietà della Coldiretti verso Brebemi e Alta capacità è nota. Ieri mattina, con il consueto vigore, è stata ribadita dal suo presidente provinciale, Francesco Ferrari. «Due interventi che avrebbero effetti devastanti. Non bisogna pensare solo ai cantieri, ma anche alle opere accessorie, come le cave di prestito». Ferrari ha ribadito che «non si può decidere sulla testa degli agricoltori. Siamo stanchi di subire espropri immotivati, pagati dopo anni. Si trovino alternative a Brebemi e ferrovia. In ogni caso i lavori non cominceranno se prima non verranno risolti tutti i nodi con gli agricoltori». Il dott. Paolo Banfi, dirigente medico del Servizio di fisiopatologia respiratoria dell’ospedale di Chiari, ha spiegato gli effetti dell’inquinamento da traffico sulla salute, suscitando l’interrogativo di Roberto Orlandi: «Quali conseguenze avrebbe la Brebemi in un territorio così urbanizzato come il nostro?» Alla Direttissima Brescia - Milano e all’Alta capacità si oppongono numerosi Comitati locali bergamaschi e milanesi. La bergamasca Giovanni Galli ha parlato a nome di tutti: «La mobilitazione dei cittadini è importante, anche per rimediare alla latitanza delle amministrazioni locali, che non consultano i cittadini. Siamo contrari alle due opere perchè non servono: ci sono altre alternative valide». Un concetto ripreso dalla Legambiente, secondo la quale «bisogna opporsi a questo scriteriato e dannoso modello di sviluppo.

 

 

 

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