GRUPPO ECOLOGICO TERRANOSTRA
Bre.Be.Mi, più caselli
MELZO - In attesa del super-convegno di lunedì 22 ottobre, organizzato dai partiti di centrodestra e al quale parteciperanno tra gli altri il ministro Pietro Lunardi e il presidente della Regione Roberto Formigoni, si è iniziato a parlare di Bre-Be-Mi venerdì sera all’auditorium Mascagni.
La novità, eclatante, è che c’è già pronta una bozza di tracciato, ben diversa da quella proposta mesi fa, e che ci sono più caselli del previsto. La barriera finale della nuova autostrada è prevista a Settala, mentre pochi chilometri prima (fra Melzo e Liscate) ci sarà un’uscita definita «ad alta automazione». Altri caselli verranno posizionati a Cassano, Treviglio e via via nei paesi della bergamasca. I dati pressoché certi riguardano anche il chilometraggio (poco meno di 61 chilometri), la larghezza (26 metri) e il numero dei viadotti (quattro). Ancora al vaglio dei progettisti un ultimo dubbio, e cioè se la Bre-Be-Mi debba o meno incrociare la Pedemontana, l’altra grande arteria che unirà Lecco a Bergamo. Per tornare alla serata di venerdì, al tavolo dei relatori c’erano il sindaco Mario Barbaro, il suo braccio destro Marco Paiardi, l’ingegner Sergio Facchinetti e il coordinatore del comitato cittadino Massimo Baldassarre. La notizia su cui si è discusso di più, anche durante gli interventi del pubblico, è stato il menefreghismo delle istituzioni superiori (Ministero e Regione soprattutto) nei confronti dei Comuni interessati.
«Siamo stati tagliati fuori -ha detto il primo cittadino melzese- abbiamo saputo della nuova autostrada dai giornali. E pensare che in fase di Prg eravamo stati attenti a non cementificare neppure un metro quadro di territorio melzese in più.
Ma come -sono sempre parole di Barbaro- la salvaguardia del verde sta a cuore solo ai Comuni? Non dovevamo puntare sul trasporto ferroviario, per risolvere i problemi di smog e traffico? Tutti questi buoni propositi sono stati vanificati dalle volontà di ministri, Regione e Provincia: faranno un’autostrada sopra le nostre teste»
. Il rappresentante del Comitato cittadino (che ha raccolto ben 1400 firme) Massimo Baldassarre ha tracciato un quadro inquietante:
«Siamo il terzo paese al mondo per numero di auto ogni metro quadrato, arriviamo solo dopo Canada e Stati Uniti. Le altre nazioni europee investono su rotaia, noi continuiamo a costruire strade. Vent’anni fa sembrava che le tangenziali milanesi e la A4 fossero un toccasana definitivo per il traffico, oggi sono super-intasate anch’esse. Chi ci garantisce che fra dieci, quindici anni anche questa nuova autostrada non serva più a niente? E allora cosa faremo? Ne costruiranno un’altra?».
Altri interventi: il rappresentante cittadino di Forza Italia ha attaccato la giunta melzese, colpevole a suo dire di essere troppo polemica nei confronti di questa infrastruttura e affermando che non esistono assolutamente ipotesi di tracciato.
Angelo Lavagnini, infine, ha accusato Barbaro e compagni di lassismo: «Secondo me dovevate muovervi prima -ha detto l’ex-assessore- perché se aspettate di avere in mano il progetto definitivo per opporvi al tracciato, le possibilità di avere voce in capitolo diventano sempre meno».
Gianfranco Baccinelli
Da La Gazzetta della Martesana
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